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Che ormai Macron giochi per se stesso, lo dicono i numeri. Quegli stessi numeri che lo danno in uscita dall'Eliseo

C'è una differenza sostanziale che la sinistra non riesce (o non vuole) cogliere. Ed è la differenza tra le piazzate scomposte di Emmanuel Macron e i "no" fermi di Giorgia Meloni. Il primo, recentemente andato allo sbaraglio sullo scacchiere artico con occhiali specchiati in stile top gun e battute da scenografia hollywoodiana, è solito dividere quelli che dovrebbero essere i suoi alleati, allontanare le due sponde dell'Atlantico e finire per fare il gioco dei nemici dell'Occidente che, ogni volta che Europa e Stati Uniti litigano, ne escono rafforzati. La premier italiana, invece, che nei giorni scorsi ha risposto con durezza alle indegne parole di Donald Trump sui nostri soldati impegnati in Afghanistan, dimostra ancora una volta di sapere quando è il momento di dire "no" e quando, invece, è il momento di trattare.