PORDENONE - Ha 27 anni, studia ed è molto vicino al mondo dello sport giovanile: allenava una squadra di calcio. Dieci giorni fa gli investigatori della sezione operativa per la sicurezza cibernetica della polizia postale di Pordenone hanno sottoposto il giovane, che vive in provincia di Pordenone, a una perquisizione delegata dalla Procura di Torino nell’ambito di una più ampia attività coordinata dal Centro operativo sicurezza cibernetica Piemonte e Valle d’Aosta e avviata dal Centro nazionale per il Contrasto alla pedopornografia online (Cncpo).

L’ipotesi iniziale di detenzione di materiale pedopornografico si è aggravata nel corso del controllo in un reato ancor più grave e odioso: produzione di materiale di pedopornografia minorile. Filmati e fotografie trovate dagli investigatori sarebbero legate agli ambienti sportivi frequentati dal 27enne e agli adolescenti che le famiglie hanno affidato alla società sportiva, che nulla sospettava.

L’arresto è stato eseguito in flagranza di reato. A gestire questa fase dell’indagine è stato il sostituto procuratore Federica Urban, che dal gip Francesca Vortali ha ottenuto la convalida dell’arresto e la misura cautelare degli arresti domiciliari. Il fascicolo sarà ora trasmesso alla Procura di Trieste, competente per questo tipo di reati. Il 27enne non avrebbe mai dato adito a sospetti negli ambienti sportivi a cui era legato. Per la famiglia, che si è rivolta a un legale del Foro di Treviso, è stato uno choc.