TREVISO - Veni, vidi, vici. Sotto il cielo di Torino si compie la trentesima meraviglia della storia gialloblù. La Prosecco Doc Antonio Carraro Imoco Conegliano conquista la sua ottava Coppa Italia e lo fa tornando a ruggire nel momento più atteso, portando a casa il primo trofeo stagionale dopo due finali perse. All’Inalpi Arena è festa totale: le Pantere superano Scandicci con un secco 3-0 e chiudono il cerchio.
A sollevare la Coppa Italia è capitan Wolosz, che alza al cielo l’ottava coccarda della storia gialloblù, aggiungendo anche Torino alla lunga mappa delle città conquistate dalla Prosecco Doc dopo Firenze, Busto Arsizio, Rimini, Roma, Casalecchio di Reno e Trieste.
Prosecco Doc in finale di Coppa Italia: liquidata Novara in tre set, domani la sfida contro Scandicci
Un successo che pesa, perché arriva contro una rivale diretta, perché cancella la ferita della sconfitta brasiliana di dicembre al Mondiale e perché ribadisce, ancora una volta, la statura di una squadra che nei momenti decisivi sa diventare inarrestabile. Non c’è Giulio Cesare a guidare l’impresa, ma la mente lucida e carismatica di Daniele Santarelli. Il tecnico gialloblù firma l’ennesima prova di forza tattica e mentale, portando a 27 il numero dei trofei personali e conducendo la sua squadra alla settima Coppa Italia consecutiva.









