CORTINA - L'applauso è stato improvviso, scrosciante, ha liberato l'energia della sala, a Cortina d'Ampezzo, alla prima proiezione di "Rosso Volante", il film per la tv su Eugenio Monti, il grande campione di bob. Hanno applaudito tutti, sulla scena madre, la conquista della medaglia d'oro, ai X Giochi invernali di Grenoble, a quarant'anni di età. Hanno battuto le mani tanti bobisti del passato, i ragazzi della squadra nazionale di bob e skeleton, che si stanno allenando in questi giorni, sulla pista rinnovata, che porta il nome di Monti, e hanno modificato il calendario delle discese, per assistere al film. Si è commossa Amanda, la figlia di Monti, venuta alla proiezione dalla Florida, negli Stati Uniti, dove vive, con la madre Linda. «È fantastico essere qui. Mi hanno contattato più di un anno fa, con questa bellissima notizia, ovviamente sono stata felicissima di ricordare papà».
Il film affianca due narrazioni: le imprese dello sportivo, concentrate soprattutto fra i Giochi di Innsbruck 1964 e i trionfi di Grenoble 1968, e la vita dell'uomo, determinato, agonista di natura. Si narra a lungo del premio De Coubertin, che Monti vinse per un gesto di grande sportività. «Papà era una persona umile, semplice, però determinato, ha fatto cose incredibili, anche per Cortina, per lo sport e il turismo in questo paese». Amanda non aveva visto il film precedentemente. Dopo la proiezione ha confermato il suo compiacimento: «È bello, mi è piaciuto. Soprattutto ho visto lo spirito di mio papà, con la sua grinta, la voglia inarrestabile di vincerlo, quell'oro, e c'è riuscito». Poco importa se la narrazione è romanzata, in particolare nella storia d'amore fra i genitori: «Mio papà e mia mamma si conobbero dopo le Olimpiadi del 1968, a St.Moritz, durante Mondiali di bob. Mia madre non è medico, quindi non è reale l'incontro in ospedale. Ma va bene così, mi avevano chiesto di introdurre queste modifiche, per esigenze narrative, e io ho acconsentito». Protagonista e coproduttore di "Rosso Volante" è l'attore Giorgio Pasotti: «Per noi è una particolare emozione essere qui, a presentare il film a casa di Monti. Devo essere assolutamente sincero: è ovvio che ci siamo presi delle licenze poetiche, in accordo con la famiglia. Amanda ci ha aperto il cuore. Lei e Linda ci sono state vicino. Ciò che premeva a noi era raccontare l'essenza del personaggio, gli avvenimento sportivi, realmente accaduti. Poi nella vita privata abbiamo dovuto un po' romanzare, ma è normale, quando si fa questo tipo di film, però siamo stati molto onesti e sinceri nel raccontare la personalità di Eugenio Monti. In questo non ci siamo distaccati dalla sua vera essenza».






