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Ultimo aggiornamento: 6:00
Il 25 gennaio di dieci anni fa al Cairo, in Egitto, veniva sequestrato, torturato e ucciso Giulio Regeni, un giovane ricercatore italiano che stava svolgendo la sua ricerca universitaria al Cairo.
Come hanno dimostrato le udienze del processo in corso a Roma, era stato fermato da uomini della sicurezza, legati ad Al Sisi, torturato per giorni e ucciso. “Ho visto nei suoi occhi tutto il male del mondo” ha detto la madre Paola Deffendi.
Le udienze hanno anche svelato bugie, omissioni, reticenze, non solo da parte del regime egiziano, ma anche dei governi di centrosinistra. Subito dopo il sequestro Giulio era ancora vivo, ma gli interventi sull’Egitto furono tardivi, confusi, segnati dagli ottimi rapporti che, ieri come oggi, hanno Italia e Egitto. La puzza dei soldi e delle armi ha nascosto il profumo dei diritti umani.














