"Italia e Stati Uniti sono legati da una solida amicizia, fondata sulla comunanza di valori e sulla collaborazione storica", ha sottolineato la premier in una nota diramata da Palazzo Chigi. La collaborazione - ha puntualizzato - è ancora più necessaria di fronte alle molte sfide in atto". Tuttavia, "l'amicizia necessita di rispetto, condizione fondamentale per continuare a garantire la solidarietà alla base dell'Alleanza Atlantica". E così Meloni ha riavvolto il filo della storia e del pluridecennale impegno italiano costato la vita a "53 soldati italiani". Un impegno che ha lasciato "oltre 700 feriti in operazioni di combattimento, missioni di sicurezza e programmi di addestramento delle forze afghane". Un costo, questo il suo monito, "che non si può mettere in dubbio". L'impegno dei Paesi Nato nei confronti degli Stati Uniti, ha ribadito ancora Meloni, fu "un atto di solidarietà straordinario", scattato dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, quando la Nato "per la prima e unica volta nella sua storia", ha attivato l'Articolo 5. "In quell'imponente operazione contro chi alimentava il terrorismo, l'Italia - ha sottolineato la premier - rispose immediatamente insieme agli alleati, dispiegando migliaia di militari e assumendo la piena responsabilità del Regional Command West, una delle aree operative più rilevanti dell'intera missione internazionale". Da qui la forte presa di distanza dal Capo della Casa Bianca: "Non sono accettabili affermazioni che minimizzano il contributo dei Paesi Nato in Afghanistan, soprattutto se provengono da una nazione alleata".