“Un anno fa, da allevatore, ero contrario al fotovoltaico. Oggi dico che se c’è un impianto in qualsiasi parte d’Italia che può ospitare un gregge per il pascolo, sono pronto a portate lì le mie pecore”. La conversione sulla via del solare di Antonino Cerrore, “pastore” da tre generazioni, è emblematica di una tendenza che in Italia stenta a decollare, pur essendo assai promettente: far convivere in modo proficuo la produzione di energia pulita e l’allevamento (o l’agricoltura) di qualità. Antonino, con il fratello Vitantonio, è titolare dell’azienda agricola La Bersagliera, nei territori campani compresi tra Eboli e Battipaglia: 200 capre cilentane, 1200 pecore e 150 vacche Podoliche, tutti animali portati al pascolo. Da oltre dieci anni i fratelli Cerrone all’allevamento hanno affiancato anche la lavorazione del latte e della carne, con prodotti che oggi fanno parte della filiera Slow Food. Una qualità garantita dalla gestione brada delle mandrie. “Abbiamo 40 ettari di pascoli di nostra proprietà, ma tra prati invernali ed estivi gestiamo in totale un migliaio di ettari”, racconta Antonino. E l’impianto fotovoltaico? “È nato su un terreno di 20 ettari che noi affittavamo da anni per il pascolo. Il proprietario un giorno ci ha detto: l’azienda che ci metterà i pannelli mi offre più di voi… All’inizio non l’ho presa tanto bene, voleva dire un pascolo in meno”. Ma i Cerrone non si sono arresi di fronte a una infrastruttura che permette di erogare una potenza di 9,5 MW, con una produzione annua prevista di 17 milioni di kWh, sufficiente a coprire il fabbisogno di circa 7.790 famiglie o di 25.700 abitanti. “Abbiamo incontrato diverse volte i rappresentanti di Edp, la società che avrebbe realizzato l’impianto, e abbiamo capito che si poteva trovare un accordo…”.