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Dalla Lega un invito a un "prudente silenzio". Da parte dei parenti dei ragazzi coinvolti nell'incendio, l'apprezzamento per il ritiro dell'ambasciatore. Ma resta l'amarezza: "Non si torna indietro"

Le parole del presidente della Confederazione elvetica Guy Parmelin sulla strage di Crans-Montana dopo la scarcerazione di Jacques Moretti dietro cauzione scatenano una bufera nel nostro Paese. "Possiamo comprendere l'indignazione, ma in Svizzera abbiamo procedure diverse da quelle italiane e i due sistemi giuridici non vanno sovrapposti", le parole di Parmelin in un video pubblicato sul sito del quotidiano Blick. "Dobbiamo rispettare la separazione dei poteri e la politica non deve interferire. La giustizia deve svolgere le sue indagini in modo trasparente e pagare eventuali errori. La stessa cosa vale sul piano politico", ha aggiunto il presidente svizzero, che ieri ha incontrato a Crans-Montana i familiari delle vittime italiane del rogo. Intanto arriva dalla Lega un invito "a un garbato e prudente silenzio, per rispetto delle vittime e dei loro parenti, nella certezza che la giustizia svizzera non farà sconti a nessuno, parenti o amici che siano", riferisce in una nota.