Meno clickbait e più qualità: è l'appello di Papa Leone al mondo dell'informazione.
Le imprese dei media e della comunicazione non possono "permettere che algoritmi orientati a vincere a ogni costo la battaglia per qualche secondo di attenzione in più prevalgano sulla fedeltà ai loro valori professionali, volti alla ricerca della verità. La fiducia del pubblico si conquista con l'accuratezza, con la trasparenza, non con la rincorsa a un coinvolgimento qualsiasi. I contenuti generati o manipolati dall'IA vanno segnalati e distinti in modo chiaro dai contenuti creati dalle persone".
Il Papa, nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali, sottolinea che "l'informazione è un bene pubblico. Un servizio pubblico costruttivo e significativo non si basa sull'opacità, ma sulla trasparenza delle fonti, sull'inclusione dei soggetti coinvolti e su uno standard elevato di qualità".
Il Pontefice mette poi in guardia dai rischi della "mancata accuratezza" nelle informazioni. "Sistemi che spacciano una probabilità statistica per conoscenza stanno in realtà offrendoci al massimo delle approssimazioni alla verità, che a volte sono vere e proprie 'allucinazioni'. Una mancata verifica delle fonti, insieme alla crisi del giornalismo sul campo che comporta un continuo lavoro di raccolta e verifica di informazioni svolte nei luoghi dove gli eventi accadono, può favorire - afferma Leone XIV - un terreno ancora più fertile per la disinformazione, provocando un crescente senso di sfiducia, smarrimento e insicurezza".







