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24 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 10:26
Migliaia di persone in marcia a Minneapolis per protestare contro le azioni dell’Ice, il reparto anti-immigrazione illegale. Decine di religiosi arrestati. Una bambina di due anni trasferita assieme al padre in un centro di raccolta in Texas. Questo il quadro delle nuove tensioni che si registrano nella città americana. Nonostante temperature estremamente rigide, con una massima di -9 e una minima di -17, le persone si sono riversate in strada. Gli organizzatori hanno distribuito scalda-mani e bandiere a stelle e strisce. È stato chiesto a gran voce l’arresto di Jonathan Ross, l’agente che il 7 gennaio, durante un controllo, ha sparato e ucciso una donna, Renee Nicole Good, con la motivazione che aveva ingranato la marcia del Suv per investirlo. Una vicenda ancora aperta, tanto che Tracee Mergen, supervisore dell’Fbi, ha lasciato il suo incarico. La motivazione sarebbe da ricondurre alle pressioni ricevute da Washington affinché interrompesse l’indagine.
In una dichiarazione rilasciata alla NBC News, un portavoce del Dipartimento della sicurezza interna (Dhs) ha criticato le proteste: “Il fatto che questi gruppi vogliano bloccare l’economia del Minnesota, che garantisce ai cittadini americani rispettosi della legge una vita onesta, per combattere per gli immigrati clandestini, gli assassini, gli stupratori, i membri di gang, i pedofili, gli spacciatori e i terroristi, dice tutto quello che c’è da sapere”.













