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L'Ice uccide un uomo: "Colpito al petto da vicino". Le autorità: "Legittima difesa". Esplode la protesta. Fermata bimba di due anni. Trump: "Insurrezione, agenti patrioti"

New York - Minneapolis è per la seconda volta teatro di una sparatoria mortale che coinvolge gli agenti federali dell’immigrazione, scatenando nuove proteste e l’indignazione da parte dei funzionari statali.

L’episodio è avvenuto meno di tre settimane dopo che la 37enne americana Renee Good è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco da un agente dell’Ice durante un'operazione di controllo di migranti senza documenti. Ieri, invece, un agente ha aperto il fuoco colpendo mortalmente al petto un uomo nel quartiere di East Street, a sud della città del Minnesota: il dipartimento per la Sicurezza Interna ha spiegato che il soggetto era armato e ha opposto «resistenza violenta», insistendo sul fatto che gli agenti hanno agito per legittima difesa mentre cercavano «un immigrato clandestino ricercato per aggressione». Il capo della polizia, Brian O’Hara, ha fatto sapere che la vittima era un residente bianco di 37 anni, cittadino statunitense, e in possesso di regolare porto d’armi. I suoi genitori lo hanno identificato come Alex Jeffrey Pretti, infermiere del reparto di terapia intensiva.