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Ultimo aggiornamento: 9:10
Le fondamenta di una nuova Europa, costruite in chat. Un raduno virtuale che, secondo quanto pubblicato da Politico, si chiama Washington Group. Al riparo dai diktat di Donald Trump, ricostruisce la testata, vi parteciperebbero il britannico Keir Starmer, il francese Emmanuel Macron, il tedesco Friedrich Merz, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il finlandese Alexander Stubb, Giorgia Meloni, Volodymyr Zelensky. Nei messaggi i leader del Vecchio Continente condividerebbero i giudizi sulla amministrazione Trump e idee per il futuro. A partire da da quella alleanza dei Volenterosi, finora solo embrione di una Nato europea.
Il Washington Group è solo l’ultimo caso di diplomazia via chat: sempre più spesso le élite occidentali prediligono le app sullo smartphone alla mail istituzionale. La piattaforma della chat rivelata da Politico non è nota, ma Signal è ampiamente accreditata come la più sicura. Tra gli utenti istituzionali, per citarne alcuni: il governo americano e il dipartimento per la sicurezza nazionale, la Commissione europea, i ministri degli Esteri Ue riuniti nel gruppo amministrato dall’Alta rappresentante Kaja Kallas. Secondo addetti ai lavori e fonti qualificate, tutti i governi europei comunicano con Signal, inclusa l’Italia. Nota è la vicenda della chat al ministero della Giustizia, al cui interno la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi condivideva informazioni su Almasri, ritenute troppo riservate per approdare nelle mail ministeriali. Tuttavia Signal ha sede a Mountain View, California, Stati Uniti. Cosa accadrebbe se le autorità statunitensi chiedessero, nel nome della sicurezza nazionale, l’accesso alle chat in virtù del Cloud act? La legge impone alle organizzazioni americane di offrire l’accesso ai loro server, se le agenzie di sicurezza lo richiedono con un mandato in mano.








