Federica Torzullo è stata uccisa di notte, prima ancora di andare a dormire, e non alle 6.40 del mattino come il marito, Claudio Carlomagno, accusato dell’efferato omicidio, ha detto durante l’interrogatorio di convalida. A spingere la Procura di Civitavecchia a ritenere più che probabile quest’ipotesi, un dato oggettivo che si discosta molto da quanto poi confessato dal 44enne e accaduto nella mattina e nelle ore successive del 9 gennaio. Ed è lo stato della villetta in via Costantino 9, ad Anguillara, a dirlo. Una “scena” che non sarebbe potuta essere quella che i carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia hanno poi trovato al momento del sequestro dell’immobile, scattato a poche ore dalla denuncia di scomparsa. Il letto di Federica così come quello del marito erano perfettamente rifatti. Come se appunto nessuno ci avesse dormito.
Un elemento ritenuto importante dalla Procura che dimostrerebbe l’infondatezza del racconto dell’indagato. Se davvero, come lui ha detto, Federica fosse stata uccisa alle 6.40 del mattino dopo circa cinque minuti dal risveglio dell’uomo che da tempo dormiva in un’altra stanza, Carlomagno non avrebbe avuto il tempo materiale per riordinare tutto e pulire anche il sangue della moglie.










