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I due Paesi, che fanno il 30% del Pil Ue, lavorano a un "non paper" sulle priorità

Giorgia Meloni e Friedrich Merz sono pronti a riscrivere l'asse europeo della competitività. I due Paesi insieme rappresentano oltre il 30% del Pil della Ue e il punto di contatto è soprattutto l'interesse condiviso per una politica che da Bruxelles non sacrifichi le imprese. "Con il cancelliere Merz siamo d'accordo che è necessario un deciso cambio di passo in Europa sulla competitività, perché una certa visione ideologica della transizione green ha messo in ginocchio le nostre imprese senza incidere nella tutela dell'ambiente. Serve coraggio".

I due leader sono allineati anche sul Mercosur. Sull'attivazione provvisoria dell'accordo da parte della Commissione Ue non è stata ancora presa una decisione ma un gruppo di capitali, trainato dall'asse Roma-Berlino, spinge per dare il via senza aspettare i tempi del ricorso alla Corte voluto dall'Eurocamera. "L'Italia considera l'accordo equilibrato ed è in grado di consentire al Mercosur di dispiegare tutti gli aspetti positivi", ha scandito la premier rivendicando il ruolo del suo governo nel renderlo accettabile per il comparto agricolo. Al suo fianco, il cancelliere Merz si è detto "rammaricato" dello stop del Parlamento europeo. "La legittimità di questo accordo è fuori di dubbio e ne seguiranno altri, soprattutto con l'India", ha assicurato il tedesco.