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Ultimo aggiornamento: 7:02

“Temo che le nostre scuole si curino solo della conoscenza e trascurino l’educazione della responsabilità e del sentimento”. Quando due anni fa ho letto su La Stampa queste parole del teologo Vito Mancuso ho subito pensato che i docenti, i dirigenti scolastici dovessero smetterla di fare corsi di aggiornamento se prima non si fossero fermati a riflettere sull’educazione alla vita.

Dove andare a pensare? Come trovarsi tra insegnanti e presidi di tutt’Italia attorno ad un tavolo? Con chi?

A darmi la risposta a questi interrogativi è stato il monachesimo, l’esperienza della comunità di Bose, fondata da padre Enzo Bianchi. In quei mesi in cui mi son capitate tra le mani le frasi di Mancuso stavo condividendo un pezzo della mia vita con i fratelli del monastero di Cellole a San Gimignano: un tempo “speciale” da cui è nato il mio libro “Diario da un monastero. Parole di un ateo in cammino”. Parlando con i monaci la risposta è arrivata: organizziamo un laico ritiro spirituale aperto a maestri, professori, presidi, educatori con uno stile nuovo. Stop al relatore “mordi e fuggi”. La guida di questi incontri deve poter restare a condividere ogni momento con i corsisti.