Lorenza Scarpante è fuori dal carcere della Dozza e i suoi due figli sono già con lei. Questo ragazzo e questa ragazza circa trentenni non hanno mai creduto che la donna potesse avere ucciso il loro padre, Giuseppe Marra, in un fatto che ha sconvolto Aosta, da dove entrambi provengono. Appena hanno ricevuto la notizia del rilascio, sono partiti da Torino per accoglierla alle porte del penitenziario di Bologna, ieri sera, dove ha trascorso 240 giorni. Lorenza, 56 anni, potrà attendere il processo da donna libera. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari di Bologna, rispondendo a una richiesta di revoca delle misure cautelari presentata dalla difesa.

L’avvocato della difesa

La sua avvocata, Chiara Rizzo, che l’assiste insieme a Guido Todaro, a stento trattiene la commozione. «Non ho ancora avuto modo di esaminare le motivazioni, ma di recente è stato depositato l’avviso di fine indagini e forse il giudice ha accolto il nostro ricorso perché non ha condiviso a pieno i gravi indizi di colpevolezza raccolti dalla procura. Inoltre, abbiamo prodotto un certificato dove si dice che Lorenza è sana di mente e in buona salute. Anche questo può aver contribuito». La legale ha dato battaglia al decreto che l’ha portata in carcere il 27 maggio 2025 (l’indomani del delitto), ricorrendo in tutte le sedi possibili e arrivando fino in Cassazione.