RAVENNA, 23 GEN - Mattia Missiroli, architetto 44enne, del Pd, ha revocato in mattinata le dimissioni da sindaco di Cervia (Ravenna) presentate il 5 gennaio scorso dopo l'indagine a suo carico per maltrattamenti sulla moglie.
La decisione è arrivata dopo che nei giorni scorsi il Tribunale del Riesame di Bologna aveva respinto la richiesta della Procura di Ravenna di applicargli la custodia cautelare in carcere per pericolo di reiterazione del reato. I giudici bolognesi inoltre non avevano ritenuto di dovere applicare nessuna altra misura restrittiva, come già aveva fatto il Gip del Tribunale di Ravenna sempre respingendo la richiesta della Procura.
Le motivazioni. "Il quadro attuale restituisce oggi elementi significativamente più chiari rispetto a quanto fosse possibile venti giorni fa: il doppio rigetto delle misure cautelari richieste, il riconoscimento di una comunione familiare cessata da anni e l'affermazione dell'assenza, anche sul piano della gravità indiziaria, dei presupposti riconducibili al capo di imputazione contestato, per carenza di valore oggettivo degli elementi addotti. È proprio alla luce di questi sviluppi che il mio senso di responsabilità, unito alla coerenza che il ruolo istituzionale mi impone, mi conduce oggi a proseguire con determinazione il mio mandato". È un passaggio di un lungo comunicato col quale Missiroli motiva la revoca delle dimissioni. "Il 21 dicembre scorso è stata resa pubblica la notizia dell'esistenza di indagini a mio carico da parte della Procura della Repubblica di Ravenna - scrive il sindaco - Prima ancora di essere ascoltato, prima ancora di poter prendere visione di qualsiasi atto, la mia persona, la mia famiglia e la città che rappresento sono state travolte da un attacco di inaudita violenza, culminato in una gogna mediatica senza precedenti, tanto più grave perché maturata in una fase che, per legge e per garanzia dei diritti fondamentali, dovrebbe essere improntata alla riservatezza. In questo contesto, il 5 gennaio ho rassegnato le dimissioni dalla carica di sindaco, già annunciate in Consiglio comunale il 23 dicembre. Una scelta sofferta. I venti giorni previsti dalla legge per l'eventuale ritiro delle dimissioni - sottolinea - hanno rappresentato l'unica condizione di questa decisione: diversamente, non l'avrei mai assunta".









