Il quadratino di fondente, la cioccolata in tazza, il budino. Entro il 2050 potremmo dover dire addio al cibo degli dei, a causa dei cambiamenti climatici e della maggiore incidenza di malattie delle colture, che minacciano la produzione e l'approvvigionamento di cacao. A cercare una soluzione è oggi un team di scienziati della National University of Singapore, che ha deciso di puntare sulla carruba.

Una valida sostituta

Si tratta di una leguminosa (Ceratonia siliqua) originaria del Mediterraneo, che prospera in climi caldi e aridi, con un fabbisogno idrico molto ridotto, il che la rende più resistente a condizioni meteorologiche estreme. Oltre a ciò, offre anche alcuni vantaggi nutrizionali. Grazie al suo contenuto di zuccheri, potrebbe, infatti, essere utilizzata senza aggiungere dolcificanti. È, inoltre, priva di caffeina e ricca di d-pinitolo, un composto con effetti antidiabetici.

I tentativi precedenti

In virtù di queste caratteristiche positive, in passato sono stati fatti vari tentativi di utilizzare la pianta in ambito dolciario, senza validi risultati. Il problema è che la polpa di carruba, nonostante dopo la tostatura sprigioni un aroma apprezzabile, ha un sapore ancora carente, che rappresenta un ostacolo alla sua diffusione. Proprio su tale aspetto hanno lavorato i ricercatori, sviluppando due tecniche innovative basate sull’utilizzo di enzimi di facile reperimento.