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Il toscano esce a testa alta con Djokovic: "È solo l'inizio". Avanza anche Darderi

I sogni nel tennis valgono anche quando si perde. Così, nella giornata degli Australian Open in cui tre italiani passano al terzo turno, la copertina va a quello che torna a casa, perché per lui è stato un giorno indimenticabile. Francesco Maestrelli ha 23 anni, ed è un ragazzo toscano lungo 193 centimetri che si è costruito un'identità nei Challenger, in quei campi a volte polverosi e sgarrupati, in quei tornei per cui un giorno in hotel può diventare un macigno nel portafoglio. Ieri, a Melbourne, giocava invece nello stadio dedicato a Rod Laver, in un secondo turno di uno Slam che solo poco tempo fa vedeva solo nello schermo di una Tv. Certo, poi capita che finisce 6-3, 6-2, 6-2 per l'altro, soprattutto se l'altro ha 24 Major in bacheca ed è arrivato alla 101ª vittoria sul cemento australiano. Ma se in campo proprio Novak Djokovic (ultima stranezza del serbo l'abbraccio a un gigantesco albero sudamericano nei giardini di Melbourne, ndc) applaude una tua smorzata, se il pubblico si sorprende dei tuoi vincenti, se insomma alla fine esci a testa alta ("Grazie per la lezione, Nole", "Grazie a te per la bella partita"), allora non tutto è perduto, anzi: "Quando non vinco mi girano le scatole, non mi accontento di aver fatto una bella figura contro il più vincente di sempre. Però è stato un sogno, e soprattutto so che è solo l'inizio". Essendo ora vicino alla Top 100, si può infatti ancora migliorare.