Legati, affamati, dimenticati. Due cani salvati grazie a una segnalazione e al coraggio dei volontari. Fortunato e Margherita oggi sono stati adottati, mentre la giustizia riconosce la loro sofferenza.
Una condanna che fa giurisprudenza morale
Arriva una sentenza che pesa, non solo sul piano giuridico ma anche su quello simbolico. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino ha condannato a quattro mesi di reclusione un cittadino cassinate per il reato di maltrattamento di animali, previsto dall’articolo 544-ter del Codice Penale. Una decisione che riconosce in modo netto la responsabilità penale dell’imputato e afferma un principio chiaro: la violenza sugli animali è un reato, non una mancanza minore.
Contestualmente, il giudice ha disposto la confisca definitiva dei due cani vittime dei maltrattamenti, affidandoli in via permanente all’Ente Nazionale Protezione Animali. La pena, inizialmente fissata in sei mesi, è stata ridotta a quattro in seguito al patteggiamento. All’imputato, incensurato, è stata concessa la sospensione condizionale della pena. Ma il dato centrale resta: il reato è stato riconosciuto.
La segnalazione e l’intervento delle autorità






