Due cani adottati durante il lockdown, una separazione difficile e una decisione presa senza consenso. La scoperta della loro soppressione scatena una reazione violenta in una coppia in crisi: una donna è accusata di aver tentato di uccidere il marito dopo quasi 40 anni di relazione.

I cani al centro della vicenda

Questa è una storia che ruota attorno a due cani adottati da un rifugio e finita davanti a una giuria. Claire Bridger, 64 anni, è sotto processo alla Norwich Crown Court (Regno Unito) con l’accusa di tentato omicidio del marito Keith Bridger, dopo averlo accoltellato quando lui le avrebbe detto di aver fatto sopprimere i loro animali. La donna nega il tentato omicidio, ma ha ammesso il reato di lesioni con intento. Il processo è ancora in corso.

La coppia aveva adottato un primo cane da un centro di recupero nel 2020, poco prima dell’inizio del lockdown per il Covid, e un secondo animale circa un anno dopo. I cani, descritti in aula come “abbastanza rumorosi”, “piuttosto mordaci” e con “problemi comportamentali”, erano rimasti con Keith dopo la separazione.

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