Èstato il giorno del dolore e della commozione alla Spezia.
Quello delle esequie di Abanoub Youssef, lo studente colpito da un compagno con una coltellata all'interno della loro scuola nella mattina dello scorso venerdì e poi morto in serata dopo il disperato tentativo dei medici di fermare una gravissima emorragia. In migliaia, tra parenti, amici, comuni cittadini e rappresentanti della chiesa copta in Italia, hanno accompagnato il feretro del diciottenne nel tragitto tra l'obitorio e la Cattedrale di Cristo Re, che la diocesi ha messo a disposizione per la funzione in lingua araba e italiana. In testa al corteo i parenti del giovane.
Il padre, gli zii e i cugini, cinque famiglie di origine egiziana molto ben integrate nel territorio. In mano le foto di Aba, come lo chiamavano tutti, sorridente con ali da angelo e lo sfondo del cielo azzurro. Dietro il carro funebre una coda di centinaia di studenti delle superiori, fiori bianchi in mano, annunciati da uno striscione con su scritto "Aba vive". E poi tantissimi spezzini, che si sono uniti alla processione guidata dai religiosi egiziani, le tuniche bianche e le croci dorate. In chiesa c'erano tutte le autorità cittadine: il sindaco Peracchini con giunta e consiglio comunale, il prefetto Cantadori, il questore e i comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, l'ammiraglio Biaggi che regge il Comando marittimo Nord della Marina Militare, la senatrice Pucciarelli e l'onorevole Frijia, vari sindaci della provincia e Giulia Crocco, responsabile dell'ufficio scolastico regionale. "Grazie per essere qui", ha detto il sacerdote La funzione cantata condotta da Dawoud Elnaqlouni dura oltre un'ora. La madre di Abanoub è la più provata, non ha partecipato al corteo ma ha accolto la bara bianca direttamente in chiesa.











