Il “campo largo” del centrosinistra riparte dalla lotta armata della resistenza palestinese. Ieri i quattro leader della coalizione - Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs)- hanno incontrato a Roma Fadwa Barghouti, moglie del leader di Fatah da 24 anni in un carcere israeliano, dove sta scontando cinque ergastoli per altrettanti omicidi di cui è stato riconosciuto colpevole dai giudici dello Stato ebraico. L’incontro è andato in scena presso la sede dei gruppi parlamentari di Montecitorio. L’evento - che avviene nell’ambito della campagna internazionale di liberazione del leader palestinese è stato contestato con durezza sia dal ministero degli Esteri di Israele, sia dall’ambasciata di Gerusalemme in Italia, che in un post su X primae in una nota poi hanno definito una «vergogna» la passerella per Barghouti, che «sta scontando diversi ergastoli per l’omicidio di civili innocenti» nel corso della cosiddetta “seconda Intifada palestinese”. L’ambasciata ha attaccato «i leader di Pd, M5S e Avs», che chiedono la «liberazione di un terrorista con le mani sporche di sangue. Questa è apologia del terrorismo». E oggi si replica al Comitato permanente sui diritti umani nel mondo, istituito presso la Commissione Esteri della Camera: alle 8,30 è in programma l’audizione di Fadwa Barghouti.