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L’arresto di un bambino di cinque anni da parte dell’ICE in Minnesota scatena polemiche e indignazione. La scuola accusa gli agenti di averlo usato come esca per fermare il padre
L’immagine di un bambino di cinque anni trattenuto da un agente federale ha fatto il giro degli Stati Uniti, diventando il simbolo di una politica migratoria sempre più contestata. È accaduto a Columbia Heights, sobborgo a nord di Minneapolis, dove l’Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha fermato il piccolo Liam Conejo Ramos insieme al padre, scatenando indignazione tra educatori, attivisti e istituzioni scolastiche.
"Come si può anche solo pensare di classificare un bambino di cinque anni come un criminale?", ha dichiarato visibilmente scossa Zena Stenvik, sovrintendente delle scuole pubbliche del distretto, durante una conferenza stampa. Una domanda che, da giorni, risuona ben oltre i confini del Minnesota.











