Chi va piano va sano e va lontano, recita il detto popolare, senza specificare quanto tempo ci mette, particolare non da poco visto che un altro motto suggerisce che il tempo è denaro, quindi meglio non perderlo. Non gira molto bene in questo periodo perla magistratura, che becca critiche anche da insospettabili. Così, la sentenza dei Tar dell’Emilia Romagna che ha dichiarato fuori legge il limite dei trenta chilometri all’ora alle auto, che la giunta rossa di Bologna aveva imposto in tutta la città, salve eccezioni, è diventata, secondo autorevoli esponenti del governo comunale, addirittura un “sabotaggio politico”.
Curioso assistere alla sinistra che accusa le toghe di far politica con i verdetti. La reazione è fuori misura e questo è la prova che, con la loro decisione, i giudici hanno rotto il giocattolo. Lo riconosce anche il sindaco bolognese, Matteo Lepore, il quale ha annunciato che non presenterà ricorso. Attenzione, non che l’amministratore Pd demorda, è solo certo di perdere in appello e quindi studia altri mezzi per proseguire sulla strada sconsigliata. «La sentenza è solo una bocciatura burocratica», afferma. «Rifaremo il piano di Bologna 30» senza cambiarne la sostanza. Gli dà manforte l’intellighentia di parte e partito. Il corsivista Michele Serra denuncia una «furibonda battaglia politica di destra» contro i trenta all’ora e le piste ciclabili e «a favore delle lamiere accartocciate e delle corse in ambulanza». Che cos’è la destra e che cos’è la sinistra? «L’ingessatura è di destra, la prevenzione è di sinistra»: Serra afferma di non pensarlo ma intanto lo verga.








