Rieccola, in prima serata, la sinistra nella sua essenza purissima. Quella che vuole decidere tutto: ciò che è bene e ciò che è male, ma soprattutto pure come deve essere “il male”. Come da tradizione, Michele Serra scende dall’Amaca di Repubblica e sale nella torre d’avorio di Piazzapulita, su La7, collegandosi con l’amico Corrado Formigli che gli chiede di dettare la linea ai suoi telespettatori. Il menu è ricco, dal Venezuela alla Groenlandia per finire con l’Iran, con in sottofondo l’Ucraina e Gaza.

«La grande domanda che ci facciamo sempre, Corrado, da quando facciamo queste chiacchierate, è: ma perché non c’è una destra normale a questo mondo?». Tradotto: forse la destra che perde le elezioni, o la destra che non governa (anche quando le elezioni le vince). Chissà. Effettivamente, da qualche tornata elettorale in giro per il mondo, è un bel dilemma per i progressisti. «Dove è finita? L’hanno eliminata scientificamente? Perché questo rimetterebbe molto in asse questo scenario politico in tutti i Paesi, in tutto il mondo. Sembra che la destra sia diventata tutto questa roba qui: è impressionante». Che roba la democrazia, signora mia. Chissà, magari Serra avrà avuto modo di interrogarsi anche sul fatto che la destra che tanto lo sconcerta non sia il frutto di una sinistra che in molti angoli del pianeta, spesso idealizzati a casa nostra, è solo prevaricazione, sangue, terrore e privilegi per pochi. Come in Venezuela, per esempio.