Aveva dieci anni e un cane. Il cane abbaiava e i soldati gli hanno sparato senza una ragione, come sparano agli esseri umani. Ha imparato così cosa vuol dire vivere sotto occupazione Marwan Barghouti, il più popolare leader politico palestinese. L’esercito occupante può sparare a chi vuole e farla franca. Può sbarrarti la strada a uno dei 600 check point e impedirti di andare a scuola. Può abbattere la tua casa e arrestarti senza prove. Un palestinese su quattro nel corso della sua vita è stato arrestato: caso unico al mondo. Incluse le donne e i bambini. Sono oltre 350 i minori tra i 12 e 18 anni attualmente detenuti nelle carceri israeliane. Barghouti viene arrestato la prima volta a 18 anni con l’accusa di aver preso parte a una rivolta. Si rivoltava contro l’occupazione illegale del suo Paese. Cosa avremmo fatto noi? “Se il mio Paese entrasse in guerra mi sentirei responsabile e se servisse mi arruolerei. Quanto sei d’accordo?”, chiede agli studenti con un questionario il Garante per l’Infanzia. Zero! Si “entra in guerra” anche quando si sferra un attacco, dovremmo sentirci responsabili di un simile crimine? Se invece venissimo attaccati, invasi, perseguitati e uccisi come durante il Fascismo, la difesa della Patria è un dovere sacro e inderogabile per ogni cittadino, dice la Costituzione.
Marwan Barghouti, il leader palestinese in carcere da 23 anni, è la prova che Israele non perdona la resistenza morale
Aveva dieci anni e un cane. Il cane abbaiava e i soldati gli hanno sparato senza una ragione, come sparano agli esseri umani. Ha imparato così cosa vuol dire...






