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Ultimo aggiornamento: 8:54
Con il fragile cessate il fuoco tra Israele e Hamas, cresce tra i palestinesi la domanda su chi possa guidarli verso l’indipendenza. Il nome più evocato è quello di Marwan Barghouti, 66 anni, storico leader di Fatah, protagonista della prima e della seconda Intifada e figura di enorme popolarità a Gaza e in Cisgiordania, dove il suo volto campeggia su murales e manifesti.
Barghouti, spesso definito il “Nelson Mandela palestinese” per il suo potenziale di unire i palestinesi e spingere per la pace, è visto da molti, anche in Occidente, come l’unico uomo capace di unificare le fazioni palestinesi e di condurle verso una soluzione politica basata su due popoli e due Stati.
Prima del suo arresto, Barghouti aveva collaborato con parlamentari israeliani della Knesset per elaborare un piano di pace realistico. Anche dal carcere, nel 2006, riuscì a far firmare a Fatah, Hamas e Jihad islamica il “Documento dei prigionieri”, che accettava i confini del ’67, limitava la resistenza ai Territori occupati e vietava attacchi ai civili.








