"Anche in Abruzzo abbiamo dimostrato quanto il bracconaggio sia un costume comune e diffuso dappertutto, mentre la sorveglianza e, soprattutto, la conseguente azione della magistratura lasciano a dir poco a desiderare".
Lo afferma la Stazione Ornitologica Abruzzese (Soa), intervenendo sulla vicenda del raro Ibis eremita ferito a fucilate nel Pescarese, sottolineando che "questo atto vile, così come la totale assenza di un ruolo della Regione Abruzzo nel recupero degli animali selvatici feriti e nella conoscenza del patrimonio faunistico è solo un ulteriore esempio di quanto ci sia ancora da fare per la tutela della fauna".
Secondo gli ambientalisti il fenomeno riguarda "perfino animali ben più noti e monitorati costantemente come l'Orso bruno marsicano per il quale l'associazione Salviamo l'Orso ha recentemente diffuso un documento che evidenzia come almeno tre individui adulti siano 'scomparsi misteriosamente', mentre per quelli uccisi e trovati morti "non risulta neppure una condanna".
"Per questi uccelli o altri animali dotati di trasmettitore satellitare - va avanti la Soa - i casi di abbattimento sono evidenti e documentati grazie al segnale Gps, ben diversa è la realtà per le migliaia di individui abbattuti senza essere rinvenuti".






