Per il momento non è indagato ma senz’altro il padre di Claudio Carlomagno dovrà chiarire il perché - per nove minuti - la mattina in cui sua nuora è stata uccisa si trovava in via Costantino. In base alle indagini e soprattutto agli orari che i carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia hanno svolto e ricomposto, il suocero di Federica alle 7,08 del giorno del delitto è stato visto «transitare lungo la via nei pressi dell’abitazione della coppia» fermandovisi «fino alle 7,17», si legge nell’ordinanza firmata dal gip Viviana Petrocelli. La telecamera, risultata poi centrale per ricostruire i movimenti del 44enne accusato dell’efferato omicidio della moglie, ha catturato anche altro. Aspetti ancora non chiari per i quali diventa essenziale stabilire l’ora esatta della morte di Federica Torzullo. Gli inquirenti aspettano la risposta dall’Istituto di medicina legale della Sapienza.
Per ora c’è la confessione di Carlomagno che ha ammesso di averla uccisa intorno alle 6.40 del mattino. In quel momento suo padre non c’era e dunque non può averlo aiutato però arriva poco dopo provando a chiamarlo senza ricevere risposta e telefonando anche alla nuora che, però, era stata già uccisa. La videocamera riprende l’uomo mentre varca il cancello della villetta senza chiarire, tuttavia, se sia rimasto nel giardino o sia entrato in casa. Ciononostante si intrattiene per nove minuti risalendo poi a bordo del suo Fiat Doblò e trascorrendo la giornata fra diversi cantieri.











