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Ultimo aggiornamento: 8:46

“È finita l’era euro-atlantica e gli interessi degli Stati Uniti, a prescindere da Trump, non solo divergono da quelli europei ma sono proprio ormai agli antipodi”. Sono le parole pronunciate dal direttore del Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nel corso di Otto e mezzo, il programma condotto da Lilli Gruber su La7. La giornalista interviene in collegamento telefonico da Davos,dopo l’evacuazione dello studio allestito nel centro congressi a causa di un incendio scoppiato in uno chalet vicino.

La domanda rivolta a Travaglio nasce dal durissimo discorso pronunciato poche ore prima da Donald Trump al World Economic Forum, nel quale il presidente americano ha attaccato frontalmente l’Europa, rilanciando il vecchio refrain sulla Nato, secondo cui gli Stati Uniti pagano “praticamente il 100%” mentre gli alleati sarebbero ingrati e poco affidabili. Non è mancata la provocazione storica trumpiana: “Senza di noi, ora parlereste tutti tedesco e forse un po’ di giapponese”.

È alla luce di questo attacco che Gruber chiede al direttore del Fatto se l’Europa stia finalmente capendo che Trump non è “una grande opportunità” ma “una minaccia e un rischio”. Travaglio allarga subito il quadro, sostenendo che il problema va oltre la figura del presidente americano: “Francamente sono anni che mi domando che cosa doveva ancora accadere nei rapporti fra Stati Uniti e Unione Europea e Gran Bretagna, perché ci rendessimo conto che è finita l’era euro-atlantica. Ma di segnali ne abbiamo avuti da vent’anni a questa parte”.