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L'ad: "Ricavi balzati del 182%, superate le grandi imprese"
"In trent'anni abbiamo assistito a una crescita straordinaria delle medie imprese italiane, che si è tradotta in un incremento del fatturato del 182% e ha superato nettamente quella delle grandi aziende del Paese". Lo ha sottolineato ieri l'amministratore delegato di Mediobanca, Alessandro Melzi d'Eril, nel suo discorso di apertura dei lavori dell'ottava edizione dell'Italian Mid Cap Conference, l'appuntamento annuale organizzato da Piazzetta Cuccia. Si tratta della sua prima uscita pubblica da quando ha preso il timone dell'istituto milanese. Per Melzi d'Eril, "anche il confronto con i principali paesi europei premia in modo particolare le nostre medie imprese: il loro fatturato - ha aggiunto - è cresciuto in misura superiore rispetto alle società comparabili di altri Paesi, come Francia e Germania, trainando il valore aggiunto a un +65%, dato quasi doppio rispetto ai gruppi francesi e tedeschi, e creando un numero più elevato di posti di lavoro. Osserviamo che solo il 12% delle medie imprese italiane ha uno stabilimento in Paesi esteri, ma il 42% del fatturato deriva dall'export e questo dato è un'ulteriore conferma del valore che queste imprese generano per l'Italia". E ha proseguito: "Ciò che rende Mediobanca il partner di elezione per le imprese e gli imprenditori è il nostro business fatto essenzialmente di persone e di competenze. Mediobanca ha sempre investito in questo senso, distinguendosi come l'istituzione che ha creato il patrimonio di professionalità più profondo che l'Italia abbia nel settore finanziario: un lavoro lungo ottant'anni, che continuerò e continueremo a valorizzare proprio con ulteriori investimenti nelle nostre persone e nelle competenze", ha assicurato Melzi. Nel frattempo, un report di Deutsche Bank evidenzia che "una fusione di Mps con Mediobanca sarebbe la soluzione vincente per gli azionisti della banca di Rocca Salimbeni sia rispetto alla situazione attuale, con il controllo dell'86% del capitale di piazzetta Cuccia, sia rispetto ad un'ipotesi, circolata nei giorni scorsi, di una riduzione della partecipazione con aumento del flottante per poter disporre di maggiori risorse per le prossime puntate del risiko, ipotesi che però non sarebbe coerente con il progetto di aggregazione, alla base dell'Opas su Mediobanca, lanciata quasi un anno fa dalla banca senese.






