La Fondazione Guido Venosta, sotto la guida del nipote dell’imprenditore scomparso nel 1998, Giuseppe Caprotti, promuove iniziative concrete a sostegno dei giovani e della comunità, declinate in diverse aree di intervento: salute, cultura, tutela dell’ambiente e solidarietà. Tra queste spiccano due progetti particolarmente significativi, entrambi dedicati all’adolescenza e alle sue sfide: la campagna sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) e il progetto culturale “L’età sospesa”.

Manager e imprenditore civile, tra i fondatori dell’AIRC, Venosta è ricordato per aver saputo unire rigore, visione e responsabilità civile, dimostrando che la solidarietà può essere efficace solo se organizzata, pianificata e misurabile. La fondazione ha presentato le sue attività martedì 20 con un evento al teatro Franco Parenti, raccontando la missione e la storia del fondatore attraverso immagini, testi, testimonianze e lo spettacolo “Chi come me” di Roy Chen, diretto da Andrée Ruth Shammah, mostrando come cultura e memoria civile possano dialogare con l’azione sociale concreta.

“In un Paese che invecchia, i giovani rischiano di restare spesso invisibili. Le fragilità emerse durante e dopo il Covid invece di attenuarsi sono aumentate – spiega Giuseppe Caprotti, presidente della fondazione - Sosteniamo educazione, benessere psicologico e autonomia, perché ogni adolescente possa attraversare questa fase con consapevolezza e sicurezza. Con la campagna sui disturbi alimentari, insieme a Fondazione Bullone e all’Ospedale Niguarda; con il progetto culturale L’età sospesa con il Teatro Franco Parenti; con Entra in Biblioteca con un click, gestito dalla Società Storica Lombarda; e con i progetti Happy. diventare capaci (con Minotauro, Spazio Aperto Servizi, CSV Monza Lecco Sondrio) e Spazi di crescita (con Spazio Aperto Servizi), vogliamo offrire strumenti concreti a ragazzi, famiglie e insegnanti”.