Roma, 19 gen. (askanews) – C’è una fiducia che non fa rumore, ma decide la direzione di un Paese. È la fiducia dei giovani: che restare abbia senso, che partecipare serva, che investire energie e talento nel proprio territorio non sia tempo perso. Quando questa fiducia manca, non è solo fuga di talenti all’estero: si sfilaccia un patto tra generazioni. E il prezzo lo pagano le comunità: le ragazze e i ragazzi si sentono lontani dalle scelte, gli adulti faticano a stare dentro la velocità del presente, le istituzioni diventano sempre più distanti… E il futuro rischia di diventare una parola che divide. Proprio per questo serve ricucire: creare spazi in cui generazioni diverse tornino a parlarsi, a decidere, a costruire insieme.

È per riaprire un confronto vero che Fondazione Cariverona istituisce lo Young Advisory Board (YAB), un nuovo organismo consultivo e propositivo, pensato per portare in modo strutturato lo sguardo delle nuove generazioni dentro le scelte della Fondazione lungo tutto il ciclo 2026-2028. Alla call lanciata nei mesi scorsi hanno risposto oltre 180 giovani, un segnale che contraddice un luogo comune diffuso: la voglia di contribuire esiste, quando gli spazi sono credibili e il coinvolgimento è reale. Da questo percorso di selezione nasce oggi un gruppo composto da 12 ragazze e ragazzi (8 donne e 4 uomini) tra i 19 e i 27 anni, con età media di 23: ” Micol Buffo, Yasmine Razouali, Chiara Sivero, Gaia Zanzi dalla provincia di Verona ” Segen Desalegen Atewebrhan, Maria Coccolo, Giorgio Fotoudis, Valeria Santaterra dalla provincia di Vicenza ” Jacopo Bridda, Elena Giacomelli dalla provincia di Belluno ” Pietro Casari, Amanpreet Singh Hayer dalla provincia di Mantova Un gruppo eterogeneo per esperienze e sensibilità, con competenze trasversali coerenti con le direttrici strategiche della Fondazione: ambiente e territorio, opportunità per i giovani, comunità accoglienti e solidali.