Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

21 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 11:15

Superare l’evoluzione e costruire una mano robotica più efficiente e funzionale della mano umana. Questa la sfida raccolta e superata da un team di ricercatori dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL), guidato da Aude Billard, direttrice del Learning Algorithms and Systems Laboratory, che oggi, in un articolo pubblicato su Nature Communications, presenta una mano robotica capace non solo di afferrare meglio di una mano umana, ma anche di staccarsi dal braccio e muoversi autonomamente.

Il dispositivo è stato sviluppato dal team guidato da Aude Billard, direttrice del Learning Algorithms and Systems Laboratory dell’EPFL. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Communications. La mano robotica presenta una struttura modulare che può ospitare fino a sei dita identiche, dotate di più articolazioni e di superfici in silicone per migliorare la presa. A differenza della mano umana, non esiste un pollice fisso. Qualsiasi coppia di dita può formare una presa opponibile, eliminando di fatto il problema dell’asimmetria. Inoltre, il palmo è completamente reversibile: non c’è una distinzione funzionale tra “palmo” e “dorso”, entrambi possono afferrare e sostenere oggetti.