La vedova dell'ex scià d'Iran Farah Pahlavi, 87 anni, ritiene che "non c'è più ritorno indietro" possibile dopo le manifestazioni contro il regime in Iran e si dice convinta che gli iraniani usciranno "vincitori da questo confronto iniquo".
Intervistata dall'agenzia France Presse, la donna cacciata assieme al marito durante la rivoluzione del 1979 aggiunge anche che il suo "desiderio" e il suo "bisogno sono oggi di tornare in Iran".
Per Farah Pahlavi, "ciò che conta davvero non è il mio destino personale, ma che la gioventù e tutto il popolo iraniano siano finalmente liberati e si sbarazzino di questo regime criminale, retrogrado e oscurantista", afferma nell'intervista esclusiva. "Ho rifiutato numerose richieste della stampa in queste ultime settimane - aggiunge in forma scritta dalla sua residenza parigina - ma è mio dovere rivolgere un messaggio non solo in sostegno ai miei connazionali ma anche al mondo intero, che deve aiutarli".
Regina a 21 anni, incoronata sciabanu (moglie dello scià) a 29, Farah Diba Pahlavi è stata negli anni Sessanta e Settanta al centro delle cronache e dei magazine internazionali. Il suo destino venne stravolto il 16 gennaio 1979. Cacciata dal trono dalla Rivoluzione islamica insieme al marito monarca, alla guida di uno Stato ritenuto repressivo, vive da allora in esilio tra Parigi e gli Stati Uniti, dove risiede anche il figlio maggiore Reza Pahlavi. Quest'ultimo si è detto pronto a guidare una transizione democratica nel Paese. Dal 28 dicembre scorso, una nuova ondata di proteste ha profondamente segnato la Repubblica islamica. La mobilitazione ha raggiunto il culmine l'8 gennaio, fino alla brutale repressione del regime degli ayatollah che, secondo le Ong, ha causato migliaia di morti.







