Roma, 21 gen. (askanews) – “Il minore prima di essere una persona da punire deve essere una persona da rieducare, ma in questo momento vi è una estremizzazione enfatica tra chi invoca una repressione indiscriminata ed esemplare, e chi svilisce la problematica nei termini di una sociologica indulgenza: la giustizia tiene in mano la bilancia e la spada, la pena deve essere irrogata in maniera proporzionata ed equilibrata, ma senza la spada la bilancia sarebbe impotente. Non c’è niente di peggio comminare una pena severa e poi non irrogarla per indulgenza. Il nostro orientamento sarà ispirato a questi principi”. Lo ha detto il ministro della giustizia, Carlo Nordio, nel corso della sua relazione annuale al Parlamento.

“Il minore prima che essere un criminale da punire, ma come il tossicodipendente, deve essere essenzialmente una persona da curare e da rieducare”, ha detto ancora. L’estremizzazione enfatica – ha spiegato – tra due posizioni che sono come tutti gli estremi sono assolutamente irragionevoli. “Da una parte c’è chi invoca una repressione indiscriminata, esemplare, crudele nei confronti di questi ragazzi e dall’altra invece di chi cercando di trovare di studiare le cause di questo disagio giovanile svilisce diciamo questo problematica nei termini di una semplice e sociologica indulgenza”.