Fioccano gli inviti per il Board of Peace coniato da Donald Trump.

E cresce di pari passo la circospezione. Perché l'iniziativa appare a dir poco spericolata.

Il presidente francese Emmanuel Macron si è per primo sfilato pubblicamente, incorrendo nelle ire del tycoon. Non si sa dunque se comparire nella lista sia un bene o un male.

Sinora - a conti fatti - i leader invitati sono 52. Ma probabilmente aumenteranno. A confermare, per ora, sono stati solo in 8. Gli altri prendono tempo. Eppure il presidente Usa spinge e avrebbe il desiderio di chiudere tutto già a Davos, dove si svolge il forum economico. Una timeline molto risicata molto probabilmente incompatibile con la complessità dell'operazione.

Ad aver detto sì, a strettissimo giro, sono stati Argentina, Ungheria, Kazakistan, Uzbekistan, Marocco, Albania, Vietnam ed Emirati Arabi Uniti. La maggior parte dei governi che hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla ricezione degli inviti - si sottolinea a Bruxelles - ha indicato, invece, che la questione è "oggetto di revisione politica e giuridica istituzionale", mentre alcuni hanno sottolineato "la necessità di consultare i propri partner".