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Il portoghese: "Certo che allenerei la Juve"
Amici mai. La Juventus da una parte, José Mourinho dall'altra. Stasera il portoghese guiderà il Benfica allo Stadium contro la Signora: difficilmente riceverà applausi, più facile attendersi un'atmosfera calda tipo quella che si era registrata il 7 novembre 2018. Giorno in cui, alla guida del Manchester United, Mou si era imposto 2-1 uscendo poi dal campo con una delle pose più iconiche degli ultimi anni: mano all'orecchio destro come per dire ai tifosi bianconeri non vi sento e tre dita alzate al cielo per ricordare agli stessi il triplete vinto con l'Inter. "Sono stato insultato per novanta minuti aveva spiegato -. Il gesto mi è venuto spontaneo, per loro quello era stato il momento più duro".
Stasera, chissà. Lo Special One non è più tanto Special, la Juve è anche lei ammaccata e i tempi cambiano: entrambe le formazioni sono ancora in corsa per un posto agli spareggi, ma chi dovesse perdere oggi rischierebbe di starne fuori. C'è da aspettarsi un'atmosfera elettrica, ovvio: contro la Juve, Mou ha vinto 5 volte (tre guidando l'Inter, una con lo United e una con la Roma), perso altrettante e pareggiato due. "Se da ex interista ed ex romanista allenerei la Juve se mi chiamasse? Certo",, così il portoghese.






