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L'ex ct vicinissimo, ma resta il nodo ingaggio. Già a busta paga Motta e ora Igor
Contro l'Udinese, nel tardo pomeriggio di domani, toccherà a Massimo Brambilla guidare la Juventus: sarà una toccata e fuga, perché l'obiettivo di proprietà e dirigenza è quello di avere già il nuovo vero allenatore in panchina sabato, in trasferta contro la Cremonese evocata pochi giorni fa da Tudor come avversario più che abbordabile. Sono gli scherzi del destino, pronto a presentarti il conto quando meno te l'aspetti. Ecco: contro la squadra di Davide Nicola la Juve potrebbe già essere guidata da Spalletti, prima scelta di Comolli senza se e senza ma. Il tecnico toscano piace a tutti e ha grande desiderio di rivincita dopo il flop con la Nazionale: la trattativa è ben avviata ma non si presenta facilissima, pur partendo dal presupposto che l'interesse è reciproco.
Il nodo sono sempre i soldi, che a Torino abbondano fino a un certo punto anche perché negli ultimi anni sono stati spesi male (malissimo?): detto che a uno come Spalletti non si può proporre niente di meno di un triennale o al limite un biennale con opzione va ricordato che la Signora ha al momento sotto contratto anche Thiago Motta, lui pure fino al 2027 come Tudor. In sostanza, sperando che l'ex centrocampista azzurro trovi squadra strada facendo, le casse bianconere dovrebbero tenere a bilancio tre allenatori per questa e un'altra stagione completa. Diventa quindi inevitabile fare anche di conto, sapendo che lo stipendio di Thiago Motta si aggira intorno ai 2,5 milioni l'anno e quello di Tudor balla lì intorno: cifre cui vanno poi aggiunti anche gli emolumenti per i rispettivi staff.







