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L'ex ct: "Felice, tremenda bellezza giocare questa coppa. E Vlahovic vorrebbe restare"

Torino La campagna europea di Luciano Spalletti alla guida della Juventus comincia stasera, allo Stadium affrontando lo Sporting Lisbona in una partita che i bianconeri (due pareggi e un ko finora) non potranno non vincere salvo complicare ulteriormente il proprio cammino oltre confine. Per l'ex ct azzurro si tratterà di riannodare il filo non solo con la competizione più prestigiosa a livello di club, ma anche di riaffacciarsi al palcoscenico sul quale avrebbe recitato volentieri da protagonista quando guidava l'Italia: il fallimento di Euro 2024 è invece ancora nei ricordi di tutti gli appassionati italiani e quel che ne è seguito è stato uno psicodramma che ha coinvolto un po' tutti i protagonisti che frequentano il mondo del pallone tricolore.

Spalletti nei giorni scorsi, accettando l'offerta di sedersi sulla panchina della Signora, non ha nascosto di "volere rimettere a posto un po' di cose": ovvero andare oltre l'esperienza azzurra per dimostrare a se stesso e all'ambiente di essere ancora in grado di spostare gli equilibri. Le motivazioni per il match di stasera saranno allora enormi: detto che la Juve non vuole sentirsi comprimaria mai, lo stesso vale per Spalletti. Il quale, l'ultima volta che ha frequentato la Champions, lo ha fatto sulla panchina del Napoli fino ai quarti di finale: l'eliminazione per mano del Milan arrivò in realtà quasi a sorpresa per una squadra che aveva già trequarti di scudetto in tasca e forse anche in seguito a quel ko cominciarono a deteriorarsi i rapporti con De Laurentiis.