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L’ex compagno Giammetti ieri ha visitato la camera ardente nella "loro" Fondazione

"Il ricordo più bello? Ce ne sono talmente tanti che non potrei neanche sceglierne uno. Forse il giorno che ci siamo conosciuti. Il più toccante". Giancarlo Giammetti, ex compagno e socio di Valentino, ieri mattina è passato senza avvisare nessuno dalla "loro" Fondazione, al Pm23 in piazza Mignanelli a Roma. Quel luogo nella capitale che oggi porta i due nomi ancora uno a fianco all'altro. Non ha avvisato nessuno, ma ha voluto vedere con i suoi occhi il disallestimento della mostra che in 24 ore ha dato spazio alla camera ardente, aperta da questa mattina fino a domani. E lì, fuori, si è fermato. Ha parlato i cronisti. Ha condiviso i ricordi e pensieri di una vita passata insieme allo stilista scomparso lunedì a 93 anni. A partire da quel primo incontro, nel 1960 appena tre mesi dopo l'arrivo dello stilista a Roma e l'apertura del suo primo atelier, in un caffè di Via Veneto. Solo l'inizio di quell'affinità durata fino all'ultimo minuto anche dopo la fine della relazione sentimentale lunga oltre un decennio. Valentino il creativo, Giancarlo l'uomo macchina dell'azienda. "Abbiamo cominciato da qui - ha detto alzando lo sguardo verso le finestre più alte del palazzo che è stata storica sede della maison - questa piazza è nostra e rimarrà sempre parte di noi". A chi gli ha chiesto qual è l'eredità e il messaggio che lascia oggi Valentino, ha risposto che "dal punto di vista della creatività ha insegnato a rispettare la donna, senza mai renderla ridicola con degli abiti che non andavano bene e che erano delle mascherature. Al mondo ha insegnato anche come vivere una vita importante ma allo stesso tempo non ridicola. La moda serve a abbellire, non come una propria bandiera del designer che lo fa. I vestiti si devono riconoscere per quello che danno alla donna non per quello che il designer vuole raccontare. Ha insegnato la bellezza che crea bellezza. Che crea cultura. Una frase che è anche scolpita su uno specchio qui alla Fondazione, Amo la bellezza, non è colpa mia"