TREVISO - Sarà che il voto dei giovani è il tesoretto cui tutti ambiscono, ma l'annuncio dell'istituzione del Consiglio regionale dei Giovani, appunto, si è trasformato in una gara a distanza tra il governatore Alberto Stefani e il gruppo di Fratelli d'Italia. Stefani si era apparecchiato un appuntamento di prestigio per parlare delle novità in arrivo, un incontro nel primo pomeriggio al liceo classico Antonio Canova di Treviso davanti a una platea di un centinaio di studenti guidati dalla presidente Mariarita Ventura, ma il meloniano Enoch Soranzo, presidente della Sesta commissione consigliare di palazzo Ferro-Fini, lo ha bruciato sul tempo mandando urbi et orbi un comunicato con la notizia della deposizione di progetto di legge sulla stessa questione prendendosi quindi la ribalta.
Tutto si è giocato nel giro di un paio d'ore: poco prima delle 14 il comunicato di Soranzo, verso le 15 l'annuncio di Stefani ai ragazzi e maggioranza regionale puntano molto sul consiglio per avvicinare i giovani alla politica e all'amministrazione.
«Abbiamo deciso di istituire il Consiglio regionale dei ragazzi - ha spiegato Stefani al liceo trevigiano - una proposta che rappresenta un passo concreto per valorizzare il contributo dei giovani in Veneto. Un'iniziativa che nasce con l'obiettivo di favorire la partecipazione attiva dei ragazzi, ascoltare le loro idee, stimolare il loro impegno civico e offrire loro spazi reali di confronto con le istituzioni». Soranzo invece ha sottolineato che il traguardo da raggiungere è «Avvicinare le nuove generazioni alla “cosa pubblica” non più come semplice auspicio, ma come necessità democratica». Per entrambi il consiglio regionale dei ragazzi coinvolgerà le scuole superiori del territorio, lavorerà in sinergia con le consulte provinciali per creare un canale attraverso il quale direttamente gli studenti potranno presentare proposte e iniziative da discutere all'interno del Consiglio regionale.






