Ha la sicumera di Sigfrido ma sembra meno paffuto di Ranucci, il quale con gli occhiali sarebbe il fratello di Tomaso con una “emme”. Che di nome fa Montanari, professione maître à penser dei programmi antifascisti, non quelli del Pci, ma della Gruber, di Formigli e Floris, comunque rosso fuoco. Invero il fiorentino Montanari è anche uno storico dell’arte e il rettore dell’Università per stranieri di Siena, dove i forestieri sono gli stessi di quando s’è insediato ma gli iscritti sono crollati, come lo spread che con «le destre» al governo doveva schizzare alle stelle ma è più basso di un barboncino.

Il rettore è arrivato a giugno ’21 e gli studenti erano 2.072: sotto la sua guida sono scesi a 1.659, oltre 400 in meno. Il fuggi-fuggi riguarda soprattutto il corso di mediazione linguistica e culturale. È la legge del contrappasso: la sinistra ha riempito il Paese di stranieri e questi scappano dalle aule del nuovo campione della sinistra, da poco Rasputin di Elly per la compilazione delle liste di proscrizione, ma ci arriviamo. Calano gli iscritti però Tomaso, 55 anni, ha comunque di che consolarsi: «I 5Stelle», ne fa un vanto, «hanno costruito una parte importante del loro programma sulla cultura partendo dai miei libri».