TREVISO Dalle baby gang alle lucciole: non c’è pace per piazza Pio X. Da un appartamento al piano terra di via Niccolò De Rossi, stradina del reticolo che porta a San Nicolò, in tanti sentivano da tempo gemiti e sospiri. Le voci si sentivano dalla scorsa estate e le auto degli avventori che accorrevano per frequentarle, occupavano gran parte delle strette vie attorno a piazza Pio X. Un via vai a cui ha posto fine l’intervento delle forze dell’ordine. Il blitz pochi giorni fa: all’interno dell’appartamento, cinque ragazze cinesi che si prostituivano a tutte le ore. Gli inquirenti le hanno già sentite, mentre sono indagati il gestore, un italiano di 64 anni di San Donà e una donna cinese di 39 che gestiva gli appuntamenti delle giovani. Ora il cerchio si sta stringendo anche attorno i frequentatori, sono in corso le identificazioni e alcuni di loro sono stati già sentiti.

I clienti sono tutti imprenditori e liberi professionisti conosciuti in città, tutti di età compresa tra i 45 e i 65 anni. Tra loro c’erano anche impiegati, operai, fattorini che sapevano dell’attività e prendevano appuntamento dai due gestori, ora indagati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Entrambi si dividevano i compensi raccolti dalle giovani e si occupavano di calendarizzare gli appuntamenti, soprattutto accaparrandosi la clientela attraverso annunci online. «Se sapevamo di quella casa a luci rosse? Diciamo che lo sospettavamo in tanti - spiegano dal posto - si sentivano rumori inequivocabili...Se davano fastidio? Beh, non cero quanto vandali e bulli». Quello in centro non era l’unico appartamento “del piacere” che gestivano: in città la coppia ne avrebbe anche un altro poco distante e a San Donà un altro ancora. Anche in quest’ultimo, il blitz delle forze dell’ordine.