Roma, 20 gen. (askanews) – Un summit italiano sulle Dop e Igp che, a partire dall’esperienza dell’Emilia-Romagna, affronta una delle questioni centrali per l’agroalimentare europeo: il futuro delle produzioni di qualità certificata, tra politiche Ue, mercati internazionali e territori. E’ la prima edizione degli Stati generali delle Dop e Igp, promossi dalla Regione Emilia-Romagna, che hanno riunito oggi a Bologna istituzioni, consorzi di tutela, imprese ed esperti nazionali ed europei. Un appuntamento pensato per avviare una riflessione sul ruolo delle Ig come leva di sviluppo economico, competitività delle filiere e presidio dei territori. L’Emilia Romagna vanta 44 produzioni Dop e Igp, con un valore complessivo della Dop Economy pari a 3,9 miliardi di euro. L’agroalimentare regionale vale circa 37 miliardi di euro, di cui oltre 10 miliardi destinati all’export, ed è la seconda voce dell’export dell’Emilia-Romagna.

“Con gli Stati generali delle Dop e Igp l’Emilia-Romagna si conferma un laboratorio nazionale per le politiche della qualità agroalimentare – hanno detto il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi – Apriamo un confronto strutturato sul futuro delle Indicazioni Geografiche in Europa e nel mondo, per contribuire alla costruzione di un vero piano di azione europeo capace di rilanciare il settore e rafforzare cultura alimentare, crescita dei territori e identità”.