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Milano, 20 gen. (askanews) – Dazi e bollicine, lo champagne nel mirino di Donald Trump, anche se la bevanda alcolica più allegra e tipicamente francese, spumeggiante per natura, faticherà ad essere necessariamente contenuta da misure economiche che rispecchiano gli alti e bassi dei rapporti tra America ed Europa. Il presidente degli Stati Uniti d’America ha minacciato lunedì dazi del 200% su vino e champagne francesi a causa dell’intenzione della Francia di rifiutare l’invito del leader statunitense a unirsi al suo “Consiglio per la Pace”. Il Consiglio era stato originariamente concepito per supervisionare la ricostruzione della Striscia di Gaza devastata dalla guerra, ma l’iniziativa Usa non sembra volerne limitare il ruolo ai territori palestinesi occupati.

“Applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne. E lui si unirà. Ma non è obbligato a farlo”, ha detto Trump, riferendosi al presidente francese Emmanuel Macron. Una fonte vicina a Macron ha dichiarato lunedì che la Francia “non intende rispondere favorevolmente” all’invito. Lo statuto del Consiglio “va oltre il solo quadro di Gaza”, ha affermato la fonte vicina al presidente francese. Trump ha inoltre confermato di aver invitato il suo omologo russo Vladimir Putin a far parte del suo Consiglio per la Pace, dopo che Mosca aveva diffuso la notizia lunedì mattina.