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"La tragedia di La Spezia non è che il culmine di un'escalation che va avanti da anni e che colpisce anche docenti, personale, dirigenti", dice Attilio Fratta presidente nazionale del sindacato Dirigentiscuola. I numeri di un'escalation preoccupante
Dopo che la proposta del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di introdurre i metal detector nelle scuole più problematiche ha avuto un riscontro positivo tra gli studenti (favorevoli 6 su 10), l'iniziativa per la sicurezza personale riscuote successo anche tra i dirigenti scolastici. Al Giornale, recentemente, il ministro Valditara ha rilasciato un'intervista dove auspica più controllinegli istituti a rischio e una maggiore educazione dei giovani al rispetto. Immediata la risposta dal mondo della scuola.
"Da tempo denunciamo il clima di crescente violenza e aggressività che si respira a scuola", dichiara il presidente nazionale del sindacato "Dirigentiscuola" dei dirigenti scolastici, Attilio Fratta, che ricorda il caso di cronaca nera avvenuto in Liguria con uno studente accoltellato in classe. "La tragedia di La Spezia non è che il culmine di un'escalation che va avanti da anni e che colpisce anche docenti, personale, dirigenti. E' ora di riconoscere che l'educazione è un tassello fondamentale nella definizione della personalità, ma non può tutto: d'accordo la formazione e il recupero ma non possiamo nel frattempo stare a guardare aspettando il prossimo accoltellamento". Secondo Fratta, quindi, "ben vengano i metal detector, o qualsivoglia altra forma di controllo, ma anche sanzioni alle famiglie per la 'culpa in educando' e, dove necessario, controlli agli ingressi. In certe scuole, lo sappiamo bene, entra di tutto: tabacco, stupefacenti, alcol, droga, armi. Basta con la retorica del "migliore dei mondi possibili": la scuola, se mai lo è stata, non è più così".















