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L'arma acquistata per "difesa personale" e la volontà di "morire": l'avvocato di Atif ha impostato la difesa e nel frattempo la famiglia di Aba chiede l'ergastolo
Cesare Baldini, legale di Zouhair Atif, si prepara alla difesa del 18enne che ha accoltellato un compagno di scuola, Abanoub Youssef, uccidendolo, ipotizzando la presentazione di una domanda per la perizia psichiatrica. "Lui vorrebbe morire, è un ragazzo che ha forte disagio. Quindi chiederò nei prossimi giorni una perizia psichiatrica", ha dichiarato l'avvocato ai giornalisti dopo l'udienza di convalida del fermo. Npn è sicuramente una novità che gli avvocati difensori di soggetti che arrivano a uccidere provino questa strada, legittima, che se ammessa al processo e accolta, può portare importanti sconti di pena.
Serviranno settimane, forse mesi, per avere un quadro ma intanto Atif resta in carcere, perché secondo i giudici emerge "un forte sentimento di gelosia e possessività dell'indagato" nei confronti della ragazza "tale da indurlo a sfidare che avesse usato avvicinarsi alla giovane, unito alla volontà di dimostrare a quest'ultima e a colui che riteneva un potenziale rivale la propria forza in modo da farlo desistere da ulteriori tentativi di approccio a lui sgraditi". E secondo il giudice non regge nemmeno la ricostruzione secondo la quale la sua intenzione sarebbe stata quella di colpire la vittima alla gamba e che non fosse quella la mira di Atif "è suffragato logicamente sia dalla posizione in cui due ragazzi si trovavano poco prima del fatto, ossia l'aggressore in piedi e Youssef seduto, sia dalla forza impressa al colpo inferto alla vittima". L'avvocato sostiene anche che Atif abbia comprato il coltello per difesa personale "per difendersi perché da questa situazione di alterchi, battibecchi, non meglio identificate persone sarebbero dovute arrivare da fuori a massacrarlo di botte, cosa che dovrà trovare riscontro".






