Questa è la nuova puntata di "Rotta a Nord Ovest", la newsletter settimanale dedicata all’economia del territorio. Clicca qui per iscriverti
I cinesi non hanno (ancora) una fabbrica d’auto in Italia, ma si muovono lungo la filiera come investitori selettivi, puntando ai nodi chiave dell’indotto. In Piemonte l’offensiva è plastica: il gruppo cinese Orinko ha messo le mani su Omikron di Robassomero, specializzata in componenti in polipropilene, mentre Haoxin Group è pronto a salire al controllo di Officine Vica, storica realtà di Rivoli. Operazioni che promettono investimenti e continuità industriale, ma che segnano anche una crescente dipendenza dai capitali esteri. Secondo la Camera di commercio di Torino, oltre metà delle imprese della componentistica vede ormai la presenza cinese come decisiva, anche senza stabilimenti nel Paese. E Pechino guarda oltre la produzione: da Changan Auto a BYD, le case cinesi cercano a Torino competenze, design e know-how. È qui che si gioca una partita fatta di opportunità, ma anche di nuovi equilibri industriali.
Per approfondire: [L'inchiesta di Leonardo Di Paco]
Il dossier: Quanto pesano le multinazionali
Sono 1.300 le imprese a controllo estero insediate in Piemonte e danno lavoro a oltre 183 mila addetti. Una presenza tutt’altro che marginale, fotografata dall’indagine realizzata dalla Camera di Commercio di Torino e da Unioncamere Piemonte.






